18 May 2013

ARTICOLI IN EVIDENZA – LANZILLOTTA (LISTA MONTI): SOLO ALLEANZA DI CENTRO POTRÀ FARE RIFORME /INTERVISTA

Public Policy (14 Gennaio 2013) – di Laura Preite

“È un progetto a cui aspiro da tempo, l’aggregazione di varie forze, politiche e civiche, che sia portatrice, come primo obiettivo, di un’agenda di riforme”.

La deputata Linda Lanzillotta (ex Api, promotrice insieme ai colleghi Della Vedova e Galletti di Rimontiamo l’Italia), capolista al Senato in Umbria nella lista unitaria “Con Monti per l’Italia” commenta il primo risultato: le liste elettorali
di area montiana. Ma c’è spazio anche per parlare di snellimento della pubblica amministrazione, con la riforma mancata dei livelli di governo.

D. MONTI CAPO DI UNA COALIZIONE DI GOVERNO, OPERAZIONE RIUSCITA?
R. Sul piano politico si tratta di aggregare coloro che nei diversi poli condividono questo obiettivo. Il problema italiano degli ultimi vent’anni è stato proprio quello di avere coalizione rissose tra di loro e al loro interno in cui l’area riformista è stata sempre bloccata e condizionata dalla componente o populista o estremista, che ha impedito di fare quei cambiamenti che ci hanno portato alla situazione di stagnazione, decrescita e crisi industriale in cui ci troviamo.

Credo che sia un progetto strategico per il futuro dell’Italia, apprezzo l’impegno, il coraggio e anche il sacrificio di Monti, che in questo anno di governo si è reso conto di quale fosse il punto chiave del quadro politico italiano. Guardando al medio e lungo termine, si è reso conto che in assenza di un baricentro riformista, questo paese non ha capacità di cambiamento e innovazione.

D. IL CENTRO È DATO DA ALCUNI SONDAGGI, PER ESEMPIO QUELLO DI NICOLA PIEPOLI, ALL’8%. NON SI ASPETTAVA QUALCOSA DI PIÙ?
R. È un sondaggio isolato. C’è un’area già espressa dell’elettorato che ha capito qual è la sfida. E poi credo che questa nostra proposta attirerà una parte di quell’astensionismo che è motivato dalla delusione del fallimento della cosiddetta rivoluzione liberale, che si è ripiegato su se stesso, non avendo altra offerta politica.

Da una parte c’è la sinistra, dall’altra il populismo, il neoberlusconismo e il neoleghismo. Io credo che con Monti in campo questa opinione pubblica potrà essere convinta e in ogni caso Monti potrà giocare un ruolo decisivo nel futuro assetto politico del Paese.

D. A CHE PERCENTUALE ASPIRATE?
Non le dò numeri ma le dico che oggi gli oppositori del Porcellum (la legge elettorale approvata nel 2005; Ndr) e in particolare, il Partito democratico, rivendicano come obiettivo virtuoso esattamente il paradosso del Porcellum e cioè la maggioranza assoluta a una coalizione che ha una minoranza di voti, piuttosto che una condizione politica che induca ad aggregare un numero di forze riformiste più ampio (come quello che si stava prefigurando in una ragionevole
riforma elettorale).

Il Porcellum è una legge inaccettabile non solo perché ha le liste bloccate ma perché ha due effetti politici: il primo è che si mette assieme qualsiasi cosa pur di vincere (lo vediamo con Pd-Sel, Ingroia e le 14 liste dell’armata Brancaleone di Berlusconi), una spinta bipolare che crea coalizioni per vincere e non per governare.

L’altro effetto è che dando la maggioranza assoluta alle minoranze elettorali (rischiamo la maggioranza del 55% a una
coalizione che avrà il 37-38%) non si faranno le riforme costituzionali. Una maggioranza del 55% che è espressione di
una minoranza la Costituzione non la potrà mai cambiare.

D. LA SOLUZIONE QUINDI È IL CENTRO?
R. L’area Monti vuole rompere questa visione bipolare estremizzata per mettere insieme i riformismi e i riformisti. Bisogna nei fatti creare un quadro di governo che non sia più quello del Porcellum, ma che sia molto più plurale, ampio, di vocazione maggioritaria e riformista, capace davvero di realizzare il cambiamento, sia nella politica economica e sociale, sia delle riforme costituzionali.

Un baricentro riformista con cui le altre forze riformiste possano allargare la rappresentatività reale della coalizione e avere una maggiore forza nell’azione di governo.

Mentre oggi, paradossalmente, il Pd difende uno dei paradossi del Porcellum che ha dichiarato più volte di aborrire: cercare un voto che consenta una maggioranza assoluta pur che sia, anche immettendo così quei germi che produrranno la disintegrazione dell’alleanza sul piano del governo. Credo che la linea di Ingroia (Rivoluzione civile), su alcuni temi, come la giustizia e temi costituzionali, non sia compatibile con il Pd.

 

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