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Martedì 02 Giugno 2009 00:00    Stampa E-mail
Ricordo di Paolo Zocchi
Editoriali

Ricordo di Paolo ZocchiDi Linda Lanzillotta (Europa)

Paolo Zocchi ci ha lasciati. Mentre lo scrivo ancora non riesco a crederlo e, soprattutto, ad accettarlo. Paolo è rimasto vittima di un incidente di montagna, di quella montagna che rappresentava una delle sue grandi passioni nelle quali si gettava con il gusto della sfida e con l’ansia di raggiungere nuovi obiettivi. Si era posto questa volta il traguardo di una missione nel Kilimangiaro da realizzare in estate e si allenava con impegno sui monti dell’Appenino. Che lo hanno tradito.

Paolo era un uomo generoso e solare, carico di vitalità e di curiosità, creativo e, allo stesso tempo concreto e operativo. Queste sue doti gli consentivano di costruire con incredibile facilità reti di persone le più varie che lui riusciva a coinvolgere nella elaborazione di progetti in cui la innovazione tecnologica diveniva la leva per la modernizzazione del Paese ma, innanzi tutto , per accrescere la qualità del vivere, la qualità delle città, dell’ambiente, delle istituzioni pubbliche e dei servizi per i cittadini.

Un tecnologo animato da profonda passione civile che aveva fatto sì che le sue competenze professionali, cresciute ed arricchite grazie a numerose esperienze internazionali, divenissero la base per la elaborazione di nuove politiche pubbliche.
E infatti, grazie a queste suo mix di competenza e di passione, di specializzazione e di capacità di divulgazione , Paolo era divenuto il punto di riferimento di coloro che credono nell’innovazione come potente leva del cambiamento.

Partendo da questa idea, già nel 2003, avevamo insieme costruito nella Margherita il Laboratorio dell’Innovazione un luogo diverso dalle tradizionali strutture di partito perché liberamente, senza obblighi di appartenenza, vi confluivano e vi si ritrovavano tutti coloro – imprenditori e manager dell’information technology, ricercatori, amministratori pubblici e operatori della pubblica amministrazione, appassionati della rete - per confrontarsi sui temi dell’innovazione tecnologica e della sua diffusione, per guardare al futuro della società dell’informazione , per valorizzare le nuove tecnologie al servizio della democrazia partecipata, della trasparenza, della crescita civile di un Paese sempre restio ad aprirsi al cambiamento. E’ stato grazie a Paolo se un partito politico ha messo già da molti anni l’innovazione al centro della sua agenda e se intorno a questo tema, così poco ideologico ma capace di far guardare al futuro con ottimismo, ha instancabilmente promosso iniziative di elaborazione, di formazione, di dibattito. Idee che, con la concretezza e la positività del suo modo di agire , ha saputo poi trasformare in azione di governo quando, nel Governo Prodi gli fu affidato il compito di promuovere la progettazione e la diffusione dei progetti di e goverment a livello locale e di lavorare nel gruppo per la diffusione della banda larga.

Ma la capacità che Paolo aveva di concretizzare in azioni reali la miriade di progetti che continuava a mettere instancabilmente in campo dipendeva prima di tutto dalla sua grande umanità, dalla simpatia e dal calore con cui riusciva ad intrecciare rapporti e a coinvolgere chiunque avesse voglia di impegnarsi al servizio dell’innovazione e del cambiamento, con schiettezza senza preclusioni di parte o di gruppo. Una disponibilità totale che talvolta gli amici più vicini consideravano quasi una forma ingenuità ma che facevano di Paolo una persona speciale, accogliente e sincera e per questo amata da tutti. Paolo sentiva , negli ultimi tempi, la mancanza di un nuovo entusiasmante progetto collettivo per il quale impegnarsi di nuovo, per il quale lanciarsi in una nuova avventura insieme agli amici con cui aveva condiviso in passato altre sfide che per lui ogni volta rappresentavano allo stesse tempo la realizzazione di un impegno civile e il rinsaldarsi di rapporti umani che erano parte essenziale della sua vita. Doti rare che ci mancheranno moltissimo. Come ci mancheranno il suo ottimismo e il suo sorriso solare .

 

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