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| Il Pd e la sindrome né… né… |
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Inciucista e pavida perché non osa unirsi alla protesta di piazza contro le leggi ad personam, disfattista e anti-italiana perché le sue critiche alle cose che il governo fa sono spesso pregiudiziali e inconsistenti. Di qui la paralisi di un partito che non riesce a fare politica né in piazza né in Parlamento, perché la dottrina Veltroni gli vieta sia la piazza (sulle regole dobbiamo andare d’accordo), sia il Parlamento (sulle cose da fare dobbiamo distinguerci). Di qui il paradosso di un partito che regge come intenzioni di voto (oggi il Pd è tornato intorno al 30%) ma di cui gli elettori non apprezzano il modo di fare opposizione (i giudizi positivi sul governo sono oltre il 50%, quelli sull’opposizione sono sotto il 25%). Luca Ricolfi, Pd, il partito né di lotta né di governo A cura di Alessandro Fanfoni, CFP Milano
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“Ed ecco le conseguenze. Agli occhi degli elettori l’opposizione del Pd appare al tempo stesso «inciucista» e disfattista, pavida e anti-italiana.










