Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell’Unione europea: l’indagine ISTAT

medico-famigliaGli italiani si ricoverano poco, vanno dal medico di famiglia e dallo specialista più della media dei cittadini degli altri paesi Ue (Ue-28), ma non dal dentista dove, anzi, sono agli ultimi posti nell’Ue per frequenza (e col dentista vanno poco anche dall’ortodontista e dall’igienista dentale). Prendono meno farmaci (prescritti o non prescritti) di quasi tutta l’Ue (sono terzultimi), hanno limitazioni fisiche (vista udito e motorie) abbastanza in media rispetto agli altri paesi, ma vanno decisamente peggio per le limitazioni del vivere quotidiano (cura della persona, mangiare, vestirsi, attività domestiche, ma anche nel prendere le medicine e così via) dove le percentuali sono sempre vicine ai valori più elevati. Dal punto di vista dei disturbi depressivi sono tra quelli che ne soffrono meno, mentre rispetto al dolore fisico forte o molto forte sono circa a metà classifica (dodicesimi), ma con valori medi più elevati della media Ue.

Sono questi alcuni dati che emergono dai risultati dell’indagine sulle “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell’Unione europea” nel 2015, appena elaborata dall’Istat utilizzando anche i dati del database Eurostat.

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