È anti-digitale il 35% dei Comuni italiani, avanza lenta l’innovazione nella PA

La nuova ricerca degli Osservatori del Politecnico di Milano rileva che lo sviluppo del digitale nelle amministrazioni italiane procede “a singhiozzo” e con grosse sacche di ritardi. Un italiano su tre è tagliato fuori dall’innovazione della pubblica amminstrazione.

Il 35 per cento dei Comuni italiani, in particolare, è fermo a un’era pre-digitale e così ben un italiano su tre è tagliato fuori dai vantaggi dei nuovi strumenti per quanto riguarda il rapporto con la pubblica amministrazione. Niente internet.

ItaliaÈ quanto emerge dal nuovo studio pubblicato oggi dagli Osservatori del Politecnico di Milano. Ed è un problema se molti Comuni sono così poco pronti al cambiamento, perché proprio adesso è la fase cruciale per mettere a frutto circa 6 miliardi di fondi disponibili per innovare la pubblica amministrazione da qui al 2020. In ballo – ricordiamolo – c’è l’ultima opportunità per l’Italia di avere una pubblica amministrazione che funzioni meglio, che smetta di penalizzare con la burocrazia cittadini e imprese; che dia servizi migliori, sprechi meno soldi, sia più trasparente e meno corrotta.

l quadro degli Osservatori ha qualche luce. In particolare per la diffusione, crescente, degli strumenti di pagamento elettronici nelle amministrazioni pubbliche e del digitale nelle scuole.

Preoccupante è soprattutto però la situazione dei Comuni. “Solo il 4% dei Comuni è un vero “Digital Champions”, mentre il 35% è totalmente “Non Digital”, ma nei fatti il 30% della popolazione italiana non può interagire online con la Pubblica Amministrazione Locale perché non ci sono servizi interattivi”, si legge. Il rischio è che gli investimenti in innovazione restino fermi e quindi si sprechino le nuove opportunità. “Dalla ricerca emerge che gli investimenti in innovazione digitale resteranno immutati nel 2017 per oltre il 60% degli enti locali e aumenteranno nel 30% dei casi. Solo nel 44% dei Comuni c’è già almeno un progetto di innovazione in corso e nel 22% una delega tecnica dedicata all’eGovernment. Appena il 17% ha partecipato a progetti finanziati con fondi diretti europei, chi non l’ha fatto trova difficoltà nello sviluppare un’idea progettuale (44%), gestire il progetto (32%), coordinare i soggetti costituenti il partenariato (29%)”.

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