eHealth, in Italia solo l’1,1% della spesa sanitaria è destinato al digitale

ehealthL’innovazione digitale nel settore sanitario porterebbe a un risparmio notevole del 10-15% della spesa sanitaria, pari a 20 miliardi di euro. Nel 2016 però la spesa tecnologica è calata del 5% rispetto all’anno precedente. E la popolazione invecchia, aumentando disagi e costi.

Le tecnologie abilitanti la trasformazione digitale, secondo quanto emerso nel convegno “Sanità elettronica e processi digitali nel settore della salute”, tenutosi a Roma presso la Sala della Lupa della Camera dei deputati in piazza Montecitorio, eliminando burocrazia e buona parte della carta a vantaggio di cartelle e ricette elettroniche, porterebbero a un risparmio notevole dei costi, del 10-15% della spesa sanitaria, pari a 20 miliardi, ovvero un punto del nostro PIL.

Il problema, hanno sottolineato i partecipanti alla manifestazione organizzata dall’associazione Italian digital revolution, è che il nostro Paese fino ad ora ha dimostrato di non essere pienamente pronto al passaggio. Basti riflettere sul fatto che nel 2016 solo l’1,1% della spesa sanitaria è stato destinato alla digitalizzazione: 1,27 miliardi di euro, con un calo del 5% rispetto all’anno precedente (1,34 miliardi).

La spesa pubblica in ambito sanitario nei 27 Stati membri dell’Unione europea (Ue) è passata da una media del 5,9% del PIL nel 1990 al 7,2% del PIL nel 2010 e il dato potrebbe crescere ulteriormente fino all’8,5% del PIL nel 2060, in ragione dell’invecchiamento demografico e di altri fattori socioeconomici e culturali.

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