FORUMPA 2013 – Sanità digitale, strada ancora in salita.

logo-sanità-redPresentata a FORUM PA 2013 l’analisi di 560 strutture sanitarie valutate con il metodo internazionale “Emram”. Sette ospedali su dieci si limitano ad immettere dati nel sistema digitale ma poi si fermano.

“Dalla messa a regime del sistema di sanità digitale in Italia (dall’innovazione delle ricette elettroniche alla telemedicina, dal fascicolo sanitario elettronico alle nuove tecnologie per consentire la deospedalizzazione) potrebbero derivare per le casse dello Stato risparmi pari a sette miliardi di euro”. Così il ministro della Salute,  Beatrice Lorenzin, che ha aperto ieri la Conferenza internazionale sulla sanità digitale a FORUM PA 2013. “Sul fronte della sanità digitale – ha proseguito il ministro – siamo assolutamente in ritardo rispetto a Europa e Usa, ma molto è stato fatto considerando il punto di partenza. Uno dei problemi per la sanità elettronica è che, come avviene per la sanità italiana in generale, abbiamo una situazione che nelle regioni è a macchia di leopardo”. Una delle criticità messe in evidenza dal ministro è stata quella della sfida nell’uniformare accessi e procedure elettroniche, affinché le diverse strutture nelle varie regioni siano in grado di dialogare tra loro. “Infine – ha concluso – è fondamentale sottolineare il fatto che ‘intorno alla sanità elettronica si creano anche nuove professionalità, lavoro e si produce quindi economia”.

I dati presentati a FORUM PA 2013 parlano chiaro: nel confronto con i principali partner tecnologici europei, le strutture italiane non raggiungono mai il livello massimo di digitalizzazione. In Italia circa 560 strutturesanitarie (il 40 per cento degli ospedali, tra pubblico e privato accreditato) sono state analizzate con il metodo di valutazione internazionale “Emram” (Electronical medical record adoption model), che valuta il grado di digitalizzazione in sanità,messo a punto da Himss Analytics Europe.

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