Global Gender Gap Index, l’Italia scende all’82esimo posto

L’uguaglianza di genere in Italia resta ancora un miraggio, con un divario tra i sessi che non rende onore al Belpaese. A renderlo noto è il World Economic Forum che, attraverso il “Global Gender Gap Index 2017”, l’annuale rapporto sulle pari opportunità tra uomini e donne, ha stilato una classifica globale dei Paesi, premiando quelli in cui le differenze di genere sono minime. L’analisi è stata condotta su 144 Paesi, tenendo conto di parametri quali le disparità in ambito lavorativo, sia dal punto di vista dell’accesso al mondo del lavoro sia della percezione del salario, la rappresentanza politica e la salute. L’obiettivo dell’indagine è quello di descrivere per ciascun Paese le differenze di opportunità e non il grado di crescita.

L’involuzione delle dinamiche di genere ha fatto sì che nel 2017 l’Italia perdesse ben 32 posizioni nella classifica stilata dal World Economic Forum, attestandosi all’82esimo posto, con un significativo peggioramento rispetto al 2016 (50esima posizione) e al 2015 (41esima). Dalla graduatoria dei 144 Paesi presi in esame, si evince che il “gender gap” italiano è maggiore di quello della Grecia (che si classifica al 78esimo posto), del Belize e del Madagascar.

Tra i paesi europei, solo Cipro (92esima in classifica) e Malta (93esima) registrano dati peggiori dell’Italia. Sul podio, invece, figurano i paesi scandinavi, in particolare Islanda, Norvegia e Finlandia, seguiti da Rwanda e Svezia. Gli Stati Uniti perdono quattro posizioni e si classificano al 49esimo posto, la Cina al 100esimo.

Dal rapporto, che analizza il gap di genere in diversi contesti, emerge che l’arretramento dell’Italia è dovuto soprattutto al divario rilevato in ambito di rappresentanza politica, per il quale il Paese è passato dal 25esimo al 46esimo posto. A questo dato è strettamente connesso quello relativo alla presenza di #donne al governo, che ha visto l’Italia regredire dal decimo al 29esimo posto. La situazione è peggiorata anche in termini di salute, con il passaggio dalla 77esima alla 123esima posizione. Ad incidere su questo dato sarebbero state anche le statistiche sull’aspettativa di vitadelle donne, calata dai 74 anni del 2016 a 73,7 anni nel 2017. Ma i dati più significativi sono quelli relativi all’#occupazione

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