Sostenibilità e futuro delle smart city: vale 92 miliardi di dollari il mercato dei green bond

14677909174_56dba00f4b_b_energy-solarIl 2016 è stato definito dalla Nasa come l’anno più caldo dal 1880. Per raggiungere l’obiettivo di contenere la crescita della temperatura media globale, tendendola sotto i 2 gradi centigradi, come suggerito dall’accordo sul clima di Parigi (Cop21) del dicembre 2015, si deve fin da subito investire massicciamente grandi somme di denaro in tecnologie a bassissimo impatto ambientale per sviluppare economia decarboinizzata (low carbon economy), in fonti energetiche rinnovabili, in soluzioni che consentano di ridurre sensibilmente l’inquinamento, di ottimizzare le risorse naturali e di abbassare al minimo i consumi.

In soccorso di Stati, organizzazioni internazionali e industria c’è la finanza verde (green bond market), che consente di raccogliere risorse fresche da investire proprio in progetti di crescita sostenibile, di promozione delle rinnovabili, di realizzazione di infrastrutture a basso impatto ambientale e di iniziative smart city.

In Europa, per raggiungere gli obiettivi di piena sostenibilità stabiliti per il 2030 (30% di efficienza energetica, 30% di energia da fonti rinnovabili) serviranno 177 miliardi di euro l’anno a partire dal 2021. I green bonds sono degli strumenti aggiuntivi che a detta della Commissione europea consentiranno di raggiungere questo traguardo.

Un settore che quindi, con molta probabilità (il trend è positivo: nel 2012 sono stati emessi 2,6 miliardi di dollari di green bond, nel 2015 si è arrivati a 41,8 miliardi – una crescita di circa 17 volte – e nel 2016 a 90 miliardi di dollari) continuerà a crescere e ad attirare investitori, divenendo una fonte di finanziamento addizionale al credito bancario e al finanziamento azionario.

Per far sì che queste nuove risorse finanziarie riescano per davvero ad alimentare il mercato della green economy e delle green technologies e dei progetti per la tutela ambientale e il contenimento dei cambiamenti climatici, bisogna fare in modo che raggiungano le imprese e nello specifico le piccole e medie imprese (Pmi).

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