Startup italiane in aumento, ma mancano i venture capitalist

Le startup hanno dato lavoro a 34120 persone, con 23.858 fondatori e 10.262 dipendenti. Negli ultimi due anni, il numero dei dipendenti è quasi raddoppiato, ma il fatto che sia circa la metà rispetto a quello dei fondatori lascia intravedere un sistema che si basa per lo più su risorse umane proprie.

I dati sui tassi di sopravvivenza sono incoraggianti: a oggi soltanto il 6% delle startup innovative costituite nel 2014 e il 10% di quelle iscritte prima del 2013 ha cessato la propria attività. Rispetto allo scorso anno, la crescita del fatturato complessivo è pari all’81,3%; il fatturato medio per startup innovativa è cresciuto in media di quasi 100mila euro in un anno, passando da 115mila euro a 208mila euro.

Cifre che non sono da capogiro, ma che aprono gli occhi sul vero problema: la mancanza tutta italiana di venture capital, che aumenta il rischio di una fuga all’estero di queste realtà in cerca di capitale. Una scelta che, del resto, ben si sposerebbe con l’età media dei soci, che nel 21,5% dei casi sono under-35, percentuale più che tripla rispetto alle altre società di capitali (6,7%).

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