Scarica il Position Paper SANITÀ E SPENDING REVIEW: organizzazione, trasparenza e digitalizzazione

Sanità e Spending ReviewRoma, ed 13 novembre 2014 – Meno costi e più servizi per una Sanità a misura di cittadino. È questo l’obiettivo del Rapporto Glocus Sanità e Spending Review: organizzazione, page trasparenza e digitalizzazione che è stato presentato giovedì 13 novembre al Senato.

Nel documento si sottolinea in particolare che la spesa sanitaria, approved cresciuta vertiginosamente negli ultimi quindici anni, e che ammonta al 9,2% del Pil, potrebbe diminuire nell’arco del prossimo quinquennio del 20%, pari a 21,8 miliardi di euro (da reinvestire in parte per l’ammodernamento del sistema sanitario) se si intervenisse su 5 aree.

La prima riguarda la revisione dei costi del Servizio Sanitario Nazionale con l’aggiornamento dei DRG, secondo i quali vengono corrisposti i rimborsi per gli interventi alle strutture sanitarie, e del nomenclatore tariffario protesi e ausili fermo al 1999 che porterebbe ad un risparmio medio del 70% sulla spesa per la maggior parte di questi prodotti. Vi è poi il capitolo sulla trasparenza e la lotta alla corruzione che varrebbe, secondo alcune stime, 23,6 miliardi di euro l’anno essendo questo fenomeno diffuso su tutto il territorio nazionale con percentuali del 41% al Sud, 30% al Centro e 23% al Nord. La terza linea d’azione riguarda l’investimento sulla digitalizzazione della Sanità che nell’ultimo biennio ha registrato un decremento del 5% con la spesa complessiva ferma a 1,17 miliardi di euro: in pratica appena 19,72 euro per abitante. Questo ha finito per rallentare la sanità digitale dove, ad esempio, il fascicolo sanitario elettronico (FSE) è attivo appena nel 43% delle Asl. Infine è necessario un management scelto nell’interesse dei cittadini e non secondo logiche di una mediazione politica e corporativa, con criteri e valutazioni basate sulla professionalità.

Queste linee di indirizzo impongono una riflessione sulla governance del sistema. “È ormai necessario – si legge nel documento – passare a metodologie che abbiano il carattere dell’oggettività e dell’appropriatezza tecnica, trasferendo una serie di competenze a un’Agenzia che garantisca trasparenza, comparazione concorrenziale tra pubblico e privato, monitoraggio e aggiornamento costante dei diversi prontuari, e conseguentemente uniformità di standard assistenziali sul territorio nazionale”.

Di queste tematiche hanno discusso il Ministro per la Salute, Beatrice Lorenzin, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l’amministratore delegato della Consip, Domenico Casalino, il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Emilia Grazia De Biasi, il direttore della Luiss Business School, Franco Fontana e il direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale, Alessandra Poggiani.

“Su 200 miliardi di spese totali delle Regioni – ha spiegato Linda Lanzillotta, presidente di Glocus – 115 vanno alla Sanità, 72,5 sono destinati ad altre politiche (in particolare Istruzione, Formazione, Assistenza sociale, Trasporti, Territorio) e 12,5 sono assorbiti da spese di amministrazione. Escludendo la sanità, dunque, il costo del funzionamento degli apparati burocratici di 20 Regioni e 2 Province Autonome varrebbe circa il 17% della spesa gestita. Si impone, dunque, un ripensamento sul numero, sul ruolo e sul costo delle Regioni in una prospettiva di consolidamento dei conti pubblici e di inevitabile riduzione della spesa. Se non si vuole impoverire il nostro welfare questi sono ormai interrogativi ineludibili”.

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